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Statua dorata sull’altare del Tempio
Tempio Myōshōji

Nichiren Shōnin

Una vita dedicata al Sutra del Loto

Nichiren Shōnin nacque in Giappone il 16 febbraio 1222, durante il periodo Kamakura.

Entrato ancora giovane nella vita religiosa, dedicò molti anni allo studio dei vari insegnamenti buddhisti, cercando di comprendere quale insegnamento esprimesse pienamente l'intenzione del Buddha Shakyamuni.

Al termine di questo lungo percorso di studio individuò nel Sutra del Loto l'insegnamento capace di riunire e dare significato all'intero messaggio buddhista.

Il 28 aprile 1253, Nichiren Shōnin recitò pubblicamente per la prima volta Namu Myōhō Renge Kyō. Con questo atto indicò nell'Odaimoku la pratica essenziale attraverso la quale rendere accessibile a tutti il cuore dell'insegnamento del Sutra del Loto.

Il Sutra insegna che ogni essere possiede la possibilità di conseguire la buddhità. Per Nichiren questa universalità doveva trovare espressione anche in una pratica che potesse essere intrapresa da tutti: istruiti e non istruiti, monaci e laici, senza che fosse necessario possedere una profonda conoscenza dei testi o una particolare capacità introspettiva.

Myōhō Renge Kyō è il titolo giapponese del Sutra del Loto. Namu esprime l'affidamento e il dedicarsi.

Recitare Namu Myōhō Renge Kyō, l'Odaimoku, significa quindi prendere rifugio nel Dharma Meraviglioso del Sutra del Loto e fondare in essa la propria vita.

Per Nichiren non si tratta semplicemente di ripetere un mantra. Nell'Odaimoku è racchiuso il cuore dell'insegnamento del Sutra del Loto e, attraverso la sua recitazione, ogni persona può entrare direttamente in relazione con il Dharma del Buddha e far emergere nella propria vita la natura di Buddha.

L'apparente semplicità della pratica non significa povertà di contenuto. Al contrario, nell'Odaimoku è racchiusa la straordinaria ricchezza dell'intero insegnamento del Sutra del Loto: l'universalità della buddhità, l'Unico Veicolo, la compassione del Buddha e la possibilità, per ogni essere, di realizzare il risveglio.

Vivere il Sutra del Loto

Nichiren visse in un'epoca segnata da calamità naturali, epidemie, conflitti politici e profonde tensioni sociali. Era convinto che il Buddhismo non potesse rimanere estraneo alla sofferenza concreta delle persone e della società.

Per questo la sua vita fu caratterizzata da una intensa attività di insegnamento e di ammonimento, che gli procurò opposizioni, persecuzioni e periodi di esilio.

Durante l’esilio nell’isola di Sado e negli anni successivi Nichiren definì più compiutamente alcuni elementi centrali del proprio insegnamento. Nel Kanjin Honzon-sho, composto nel 1273, spiegò quale dovesse essere l’oggetto di venerazione per la pratica del Sutra del Loto nell’epoca di Mappō e ne chiarì il significato alla luce dell’insegnamento del Buddha Eterno del capitolo XVI. Poco dopo diede a questa visione una rappresentazione grafica nella forma del Mandala Gohonzon, raffigurando l’assemblea nell’aria del Sutra del Loto con Myoho Renge Kyo al centro, Sakyamuni, Molti Tesori, i Bodhisattva della Terra e le altre figure che, considerate nel loro insieme, rappresentano i Dieci Regni. I Dieci Regni descrivono le diverse condizioni dell’esistenza, dalla sofferenza più profonda fino alla Buddhità. Secondo il principio del loro mutuo possesso, ciascun regno contiene in sé anche tutti gli altri: la Buddhità, quindi, non è una condizione separata o riservata a pochi, ma una possibilità presente in ogni essere, qualunque sia la condizione in cui si trovi.

Parallelamente attribuì all’Odaimoku una funzione centrale nella pratica: la recitazione del titolo del Sutra del Loto era già conosciuta nella tradizione Tendai, ma Nichiren non la considerò più semplicemente una pratica devozionale tra altre. Ne fece la pratica essenziale attraverso la quale ogni persona può accogliere, esprimere e mettere in atto l’insegnamento del Sutra del Loto, orientando la propria vita verso il risveglio.

Nel 1274 si ritirò sul Monte Minobu, dove trascorse gran parte degli ultimi anni formando discepoli, scrivendo e continuando a studiare e insegnare il Sutra del Loto.

Morì il 13 ottobre 1282.