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Tempio Myōshōji

La pratica del Sutra del Loto

Ricevere il Dharma e portarlo nella vita quotidiana

Praticare il Sutra del Loto non significa soltanto leggerne le parole o conoscerne gli insegnamenti.

Significa permettere al Dharma di entrare progressivamente nella nostra vita e di trasformare il nostro modo di vedere noi stessi, gli altri e il mondo.

Il Sutra parla di diverse forme di pratica: riceverlo e custodirlo, leggerlo, recitarlo, spiegarlo e copiarlo.

Nella tradizione di Nichiren Shōnin queste pratiche trovano il loro centro nella recitazione dell'Odaimoku:

L'Odaimoku

Recitando Namu Myōhō Renge Kyō torniamo continuamente al cuore dell'insegnamento: ogni essere possiede la possibilità della buddhità e ogni momento della vita può diventare occasione di pratica.

Non è quindi il semplice numero delle recitazioni a determinarne il valore. Ciò che conta è la sincerità con cui pratichiamo e il modo in cui questa pratica si riflette nella nostra vita.

Il Mandala Gohonzon

Nella pratica della Nichiren Shū un posto estremamente importante è occupato dal Gohonzon, il fulcro verso il quale si orientano la recitazione dell'Odaimoku e la pratica quotidiana.

Il termine Gohonzon non indica necessariamente una sola forma di rappresentazione. Nella tradizione Nichiren Shū può assumere forme diverse; una delle più caratteristiche è il Mandala Gohonzon, che Nichiren Shōnin iniziò a iscrivere durante il periodo dell'esilio a Sado, dopo aver approfondito questi temi nel Kanjin Honzon-shō.

Il Mandala non è un oggetto al quale attribuire un potere magico. È una rappresentazione calligrafica della realtà illuminata descritta nel Sutra del Loto.

Al centro si trova Namu Myōhō Renge Kyō, l'Odaimoku. Intorno ad esso compaiono Shakyamuni Buddha, il Buddha Molti Tesori e altri Buddha, Bodhisattva e figure presenti nel Sutra o collegate alla sua trasmissione. Il grande Mandala richiama inoltre i Dieci Mondi, rappresentando così l'intera realtà. Ciò che il Mandala rende visibile è uno dei grandi insegnamenti del Sutra del Loto: la buddhità non esiste separata dalla nostra vita e dal mondo in cui viviamo. I diversi stati dell'esistenza, dal più profondo smarrimento fino alla buddhità, appartengono alla stessa realtà e sono illuminati dal Dharma.

Praticare davanti al Gohonzon significa quindi rivolgere mente e cuore alla realtà espressa dal Sutra del Loto. La recitazione dell'Odaimoku non è indirizzata a un'entità esterna che debba concederci qualcosa, ma diventa un modo per entrare in relazione con il Dharma del Buddha e far emergere nella nostra stessa vita saggezza, compassione e natura di Buddha.

Il Mandala Gohonzon rende così visibile ciò che l'Odaimoku esprime attraverso la voce: il mondo del Sutra del Loto e la possibilità del risveglio presente nella vita di tutti gli esseri.

La lettura e la recitazione del Sutra

Accanto alla recitazione dell'Odaimoku, la tradizione Nichiren Shū propone anche la lettura e la recitazione quotidiana del Sutra del Loto, come modo per mantenere vivo il contatto con l'insegnamento del Buddha e approfondirne progressivamente il significato.

Nella pratica quotidiana vengono generalmente recitate alcune sezioni particolarmente importanti del Sutra, in particolare tratte dal capitolo II, "Espedienti", e dal capitolo XVI, "Durata della vita del Tathāgata".

La recitazione quotidiana del Sutra non è soltanto un atto liturgico. È anche un modo per familiarizzare, giorno dopo giorno, con le parole e gli insegnamenti del Buddha. Alcuni passaggi possono risultare immediatamente comprensibili, altri richiedono studio, tempo e riflessione: la comprensione del Sutra si approfondisce insieme alla pratica.

Per questo recitazione e studio non si sostituiscono, ma si sostengono reciprocamente. La recitazione mantiene vivo il rapporto con il Dharma; lo studio permette di comprenderne sempre più profondamente il significato e di portarlo nella propria vita.

Studio, fede e pratica

Nichiren Shōnin sottolineò ripetutamente l'importanza sia della pratica sia dello studio.

Lo studio senza pratica rischia di diventare soltanto conoscenza intellettuale.

La pratica senza comprensione rischia invece di perdere profondità.

Le due dimensioni si sostengono reciprocamente.

Leggiamo il Sutra per comprendere il Dharma.

Recitiamo il Sutra e l'Odaimoku per farne esperienza.

Cerchiamo di viverne l'insegnamento attraverso le nostre azioni.

Liturgia per principianti

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